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piano dell'offerta formativa

5. LE SCELTE DIDATTICHE

5.1 CRITERI GENERALI PER LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA

 

Il Profilo educativo, culturale e professionale degli alunni e le Indicazioni nazionali con gli obiettivi generali del processo formativo e gli obiettivi specifici di apprendimento sono definiti dal MIUR. Gli insegnanti progettano le Unità di apprendimento sulla base degli obiettivi formativi e gli adattano ai singoli allievi con il Piano di studio personalizzato. Gli insegnanti, al termine del processo di insegnamento, valutano se le conoscenze e abilità si sono trasformate in competenze.

 

 1. LA PROGRAMMAZIONE

 OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO

L’Istituto comprensivo accoglie i bambini ed i ragazzi nel periodo che va dalla prima infanzia alla preadolescenza, ne prosegue l’orientamento educativo e costituisce la premessa indispensabile per l’ulteriore impegno dei ragazzi nel secondo ciclo di istruzione e di formazione. Gli obiettivi formativi vengono così differenziati a seconda della scuola, anche se costituiscono un continuum che caratterizza tutto il percorso formativo del nostro Istituto.

 OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Il nostro Istituto si è dotato di curricoli verticali per ogni disciplina che indicano le conoscenze e le abilità di cui ogni alunno deve essere in possesso alla fine di ogni anno scolastico.

I curricoli della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di 1° grado sono stati elaborati dagli insegnanti e  approvati dal Collegio dei docenti sulla base delle Indicazioni nazionali emanate dal MIUR nel 2004.

I criteri generali della programmazione didattica definiscono i soggetti e le modalità di elaborazione.

 

PROGRAMMAZIONE DI CLASSE

La programmazione di classe, contenuta nell’Agenda della programmazione, viene fatta dagli insegnanti di classe compilando la scheda di programmazione stabilita dal Collegio dei docenti.

 

PROGRAMMAZIONE PER DIPARTIMENTI DISCIPLINARI

La programmazione per dipartimenti disciplinari viene fatta a settembre prima dell’inizio delle lezioni ed aggiornata in corso d’anno.

 

PROGRAMMAZIONE INDIVIDUALE DELL’INSEGNANTE

La programmazione didattica individuale viene fatta da ciascun insegnante nel Giornale dell’insegnante secondo le seguenti modalità:

1.  a settembre l’elaborazione della programmazione didattica annuale con:

·        la presentazione della classe;

·        la  metodologia;

·        i criteri di valutazione.

2.  ogni mese la programmazione delle unità di apprendimento per ciascuna materia;

3.  ogni giorno la programmazione dell’attività di insegnamento.

  

2. L’INSEGNAMENTO

 L’attività di insegnamento è svolta dagli insegnanti di classe secondo il principio costituzionalmente garantito della libertà di insegnamento. L’organizzazione dell’attività didattica fatta sia collegialmente sia individualmente prevede la progettazione di Unità di apprendimento adeguate alle caratteristiche psicologiche dell’età degli alunni, in modo da adeguare i contenuti delle discipline alle effettive conoscenze e abilità possedute dagli alunni.

L’attività di insegnamento si qualifica motivando e coinvolgendo gli alunni ed avviene attraverso:

-   lezioni frontali strutturate dall’insegnante;

- utilizzo di strumenti didattici e tecnologie multimediali adeguati all’unità di apprendimento;

- attività di ricerca che partono dall’esperienza degli alunni;

- attività di laboratorio.

 

Alle classiche attività di insegnamento si aggiungono anche gite, uscite, visite guidate, cinema, teatro, interventi di esperti esterni, incontri con le Associazioni presenti sul territorio che contribuiscono alla formazione dell’alunno. Queste attività di gruppo-classe permettono all’alunno di imparare a stare insieme, a rispettare le idee degli altri ad assumersi responsabilità, a misurarsi con gli altri avendo la misura di sé. Le attività organizzate per gruppo di livello (apprendimento cooperativo per il recupero, il consolidamento e l’approfondimento) o addirittura per singoli alunni permettono un insegnamento individualizzato, finalizzato sia allo sviluppo e alla valorizzazione degli aspetti positivi di ciascun alunno, sia al recupero delle difficoltà di apprendimento. L’insieme delle Unità di Apprendimento effettivamente realizzate, con le eventuali differenziazioni che si fossero rese opportune per singoli alunni, dà origine al Piano di Studio Personalizzato, che resta a disposizione delle famiglie.

 

5.2 CRITERI PER L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA'

 L'integrazione scolastica degli alunni con disabilità avviene secondo le modalità stabilite dalla Legge 104/1992, dal Regolamento attuativo e dall'accordo di programma stipulato con l'ULS n 6 di Vicenza.

Fondamentale è non confondere l'alunno con disabilità con l'alunno che presenta difficoltà di apprendimento e di adeguamento ai modi e ai ritmi del lavoro scolastico. Infatti alla distinzione fra handicap e svantaggio corrisponde la distinzione fra integrazione e recupero, concetti contigui che richiedono però interventi diversificati. L'attivazione dell'intervento per l'alunno con disabilità è preceduta dalla certificazione. Tale attestazione clinica favorisce il contatto con la famiglia e con le strutture socio sanitarie presenti sul territorio. La scuola ha delle precise responsabilità formative verso tutti gli alunni, nel senso che ad ogni singolo alunno deve favorire il raggiungimento della massima autonomia possibile per essere un domani un cittadino capace di collocarsi nel mondo. Il presupposto da cui partire non è tanto quello di considerare gli alunni tutti uguali, negando i problemi, ma di considerare  gli alunni come essere unici, ponendosi nell'ottica di valorizzare le differenze. La semplice accettazione da parte della scuola di un alunno con disabilità non è sufficiente ad integrarlo veramente, occorre intervenire con azioni concrete articolate nelle seguenti fasi:

FASE CONOSCITIVA

In questa fase si raccolgono tutti i dati e le informazioni utili per definire nel modo più completo possibile il rapporto dell'alunno con l'ambiente scolastico. Questa fase è fondamentale per definire il contesto educativo ed avviene solitamente fra il momento dell'iscrizione e l'inizio dell'anno scolastico.

FASE DI PROGETTAZIONE

In questa fase tutti gli insegnanti coinvolti nel processo educativo elaborano il Piano educativo personalizzato definendo gli obiettivi a lungo e a medio termine che si intendono perseguire. Il PEP che definisce gli obiettivi in termini di competenze da far acquisire all'alunno, viene elaborato entro il mese di ottobre secondo i seguenti criteri:

1.     Utilizzare le informazioni di tipo diagnostico fornite dai servizi in modo che siano definite le abilità possedute dall’alunno;

2.     Servirsi degli studi scientifici più aggiornati, anche attraverso la consulenza di esperti, per programmare gli interventi;

3.      Prevedere l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche adatte al raggiungimento delle competenze.

FASE OPERATIVA

La fase operativa vede coinvolti tutti gli operatori sia i docenti, che le figure assistenziali, che il personale non docente. La fase operativa è continuamente monitorata nei consigli di classe o negli incontri di team.

FASE DELLA VERIFICA E VALUTAZIONE

La fase della verifica e valutazione viene fatta con l'équipe due volte l'anno secondo il protocollo d'intesa.

 

     5.3 CRITERI GENERALI PER LA VALUTAZIONE

Nel nostro Istituto la valutazione degli alunni non è soltanto intesa come rilevazione dei contenuti appresi, ma come un insieme di elementi di giudizio espressi e coordinati dal Consiglio di Classe, che analizza tre specifiche componenti:

 -         Componente socio-psicologica:

Si basa su una conoscenza costante ed approfondita dell’alunno relativa all’ambiente di provenienza, ai ritmi di apprendimento e al comportamento. Per aiutare gli insegnanti in tale compito viene attivato uno ”Sportello di ascolto”, durante il quale, settimanalmente, una psicologa è disponibile ad ascoltare i ragazzi della scuola media. Anche insegnanti e genitori possono usufruire di tale servizio finalizzato a risolvere problematiche di alunni in difficoltà.

 -         Componente metodologica-educativa:

La valutazione è intesa come promozione dell’alunno, in ordine al graduale sviluppo delle doti e delle capacità di maturazione, in correlazione con le componenti strutturali di ogni disciplina e all’attività di insegnamento. A tale scopo gli insegnanti hanno approntato una scheda di rilevazione del comportamento dell’alunno nel corso del triennio che individua il senso di responsabilità, il rispetto delle regole, il rapporto con i compagni.

Inoltre nell’arco dell’anno scolastico, sono programmate attività di laboratorio operativo durante l’orario scolastico ed extrascolastico (scuola aperta) per permettere agli alunni di manifestare le loro attitudini ed interessi a agli insegnanti di valutare in modo più completo la personalità dei ragazzi.

-         Componente metodologico-didattica:

E’ quell’aspetto della valutazione che riguarda modalità di accertamento dei contenuti e delle conoscenze relative ad ogni disciplina che si attua normalmente mediante interrogazione e compiti scritti. La valutazione, in questo caso, non è considerata fine a se stessa, ma serve ad individuare sia le potenzialità sia le difficoltà di apprendimento per indicare i rimedi. A tale scopo nella scuola media si organizzano corsi di recupero extra scolastici per gli alunni che presentano difficoltà e di alfabetizzazione per ragazzi extracomunitari. Vengono inoltre potenziati e valorizzati quegli alunni che dimostrano particolari abilità ed interessi, attuando attività di consolidamento ed approfondimento. Affinché l’accertamento e la valutazione delle competenze non siano affidati all’interpretazione o alla maggiore o minore severità di un insegnante, sono state predisposte prove standard oggettive in entrata e in uscita per ogni classe. Esse riguardano le tre discipline per le quali, secondo le direttive ministeriali, sono previste prove scritte obbligatorie: Lingua Italiana, Inglese e Matematica. Per tutte è stato stabilito un range comune, in modo che non ci siano difformità di valutazione. I risultati vengono tabulati e discussi dagli insegnanti di classi parallele in questo modo la valutazione risulta del tutto oggettiva.

 

Gli strumenti per la valutazione sono:

1. SCHEDA PERSONALE DELL’ALUNNO

La scheda personale dell’alunno è composta di due parti:

·    una relativa alla valutazione delle discipline obbligatorie con i giudizi di: ottimo, distinto, buono, sufficiente, insufficiente e delle attività facoltative ed opzionali con una valutazione relativa alla partecipazione e all’interesse;

·    una relativa al giudizio globale sulla maturazione dell’allievo con la valutazione relativa al comportamento.

 

2. ATTESTATO FINALE

Documento attestante l’ammissione alla classe successiva.

 

3. CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

Documento attestante le competenze possedute dall’alunno al termine del ciclo di studi redatto dall’équipe pedagogica.

 

5.4 CRITERI GENERALI PER LA VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI

 

La verifica degli apprendimenti viene fatta secondo le seguenti modalità:

VERIFICA INIZIALE  

1.      Somministrazione delle prove di entrata standard approvate dal Collegio dei docenti;

La somministrazione viene fatta dagli insegnanti di classe entro il primo mese di scuola.

VERIFICHE PERIODICHE 

1.     Tre prove scritte a quadrimestre per italiano, matematica, inglese e francese;

2.     Tre valutazioni orali o pratico operative a quadrimestre per ogni mat.

VERIFICA FINALE

1.   Somministrazione delle prove finali standard approvate dal Collegio dei docenti;

La somministrazione viene fatta dagli insegnanti di classe nella seconda metà del mese di maggio.

 La valutazione degli apprendimenti e dei processi formativi avviene secondo i seguenti criteri:

1.  Per la valutazione disciplinare si utilizzano i giudizi sintetici:

OTTIMO, DISTINTO, BUONO, SUFFICIENTE, NON SUFFICIENTE;

 

5.5 ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

 La scuola dell’infanzia è con la famiglia il luogo privilegiato dove trovano soddisfazione i bisogni del bambino, non solo quelli materiali, ma anche quelli legati al suo intrinseco bisogno di iniziare a conoscere la realtà esterna oltre al nucleo familiare, per costruire un’identità personale e sviluppare il processo di socializzazione coi pari.

La scuola dell’infanzia “richiede attenzione e disponibilità da parte dell’adulto, stabilità e positività di relazioni umane, flessibilità e adattabilità alle situazioni, adozione di interazioni sociali cooperative, clima caratterizzato da simpatia e curiosità, affettività costruttiva, giocosità ludica, volontà di partecipazione e di comunicazione significative, intraprendenza progettuale ed operativa”.

La scuola dell’infanzia esclude impostazioni scolasticistiche e gli obiettivi specifici di apprendimento fanno riferimento a:

Ø      Il sé e l’altro;

Ø      Corpo, movimento e salute;

Ø      Fruizione e produzione di messaggi;

Ø      Esplorare, conoscere e progettare.

La scuola dell’infanzia è organizzata nel seguente modo:

·      L’orario scolastico è di 40 ore settimanali per 36 settimane (fino al 30 giugno);

·      Gli alunni vanno a scuola per cinque giorni alla settimana, dal  lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 16.00;

·      I genitori possono chiedere la frequenza solo al mattino dalle 8.00 alle 12.00;

·      E’ obbligatorio usufruire del servizio mensa gestito dall’Amministrazione Comunale quando l’orario scelto è giornaliero;

·      In caso di eccedenza di iscrizioni viene stilata la lista d’attesa sulla base dei criteri stabiliti dal Consiglio di Istituto: 1) alunni residenti nel Comune di Altavilla, 2) alunni con certificazione L. 104/92; 3) alunni orfani; 4) reddito della famiglia; 5) alunni con fratelli già frequentanti; 6) alunni con età maggiore.

L’attività di insegnamento è svolta da due insegnanti per sezione e da un insegnante che insegna religione cattolica (un’ora e mezza alla settimana), per coloro che l’hanno scelta. L’attività giornaliera ruota attorno alla sezione affidata ai due insegnanti che si alternano al mattino e al pomeriggio, ma che utilizzano i momenti di compresenza per attività di laboratorio organizzate a sezioni aperte. In questi momenti il bambino può operare con altri insegnanti della scuola in momenti organizzati e strutturati per attività specifiche. L’azione educativa si estende  a tutta la giornata comprendendo anche il momento dell’ accoglienza (dalle ore 8.00 alle ore 9.00), il pasto (dalle ore 12.00 alle 13.00), il riposo (dalle 14.00 alle 15.00 solo per i piccoli), il gioco, l’intervallo. La strutturazione dello spazio interno (per centri di interesse, laboratori, spazi di accoglienza, angoli di riposo) ed esterno (prato, giostre) è un fattore di qualità nella scuola dell’infanzia se diventa un’opportunità che favorisce i processi di osservazione ed esplorazione, nonché le occasioni di incontro e di gioco coi compagni.

 

5.6 ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA PRIMARIA

 

A TEMPO ORDINARIO

La scuola a tempo normale è organizzata nel seguente modo:

·      L’orario scolastico è di 27 ore settimanali per 33 settimane;

·      I genitori possono scegliere 3 ore di attività opzionali e facoltative previste il giovedì pomeriggio;

·      Gli alunni vanno a scuola per cinque mattine, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.10 alle ore 13.10 e il martedì pomeriggio dalle ore 14.30 alle ore 16.30;

·      Il giorno del rientro è possibile usufruire del servizio mensa gestito dall’Amministrazione Comunale.

L’attività di insegnamento è svolta da:

Ø   un insegnante che insegna: italiano, storia, geografia, musica, scienze motorie e sportive, arte e immagine;

Ø   un insegnante che insegna matematica, scienze, tecnologia e informatica;

Ø   un insegnante che insegna inglese;

un insegnante che insegna religione cattolica, per coloro che l’hanno scelta

A TEMPO PIENO

La scuola primaria a tempo pieno è organizzata nel seguente modo:

·          L’orario scolastico è di 40 ore settimanali (27 obbligatorie + 3 facoltative + 10 di intermensa) per 33 settimane;

·        Gli alunni vanno a scuola per cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 16.30;

·      E’ obbligatorio usufruire del servizio mensa gestito dall’Amministrazione Comunale;

L’attività di insegnamento è svolta da:

Ø   un insegnante che insegna: italiano, storia, scienze motorie sportive, arte e immagine;

Ø   un insegnante che insegna matematica, scienze, informatica e tecnologia, geografia, musica;

Ø   un insegnante che insegna inglese;

Ø   un insegnante che insegna religione cattolica, per coloro che l’hanno scelta.

L’orario settimanale delle discipline è il seguente

ARTICOLAZIONE DELL’ORARIO SETTIMANALE

 L’orario settimanale delle discipline viene articolato dall’équipe docente secondo i seguenti criteri:

1.      FUNZIONALITA’: L’articolazione dell’orario settimanale prevede lo sviluppo di tutte le discipline del curricolo, senza privilegiarne alcuna, data l’importanza dell’alfabetizzazione di base per tutte le discipline.

Per rispettare il tempo psicologico del bambino ed evitare affaticamento e disorientamento si evita di frammentare i tempi delle attività predisponendo normalmente unità di lavoro di due ore.

2.      FLESSIBILITA’: L’articolazione dell’orario è flessibile anche su base plurisettimanale per consentire la realizzazione di progetti e di attività particolari.

3.      EQUILIBRIO: L’articolazione dell’orario cerca di collocare le discipline con più elevato carico cognitivo nella prima parte della mattinata, lasciando nel pomeriggio attività per classi aperte, per gruppi di lavoro o di laboratorio.

Si garantisce ad ogni disciplina una distribuzione equilibrata nell’arco della settimana, evitando concentrazioni o vuoti.

 

CRITERI PER L’UTILIZZAZIONE DELLA CONTEMPORANEITA’

 Nell’ambito delle ore di insegnamento effettuate dagli insegnanti la quota in contemporaneità viene utilizzata in questo modo:

1.   ciascuna équipe definisce all’inizio dell’anno nella programmazione di modulo come intende utilizzare la contemporaneità scegliendo fra:

a)     presenza in classe per insegnamenti individualizzati;

b)     costituzione di gruppi di lavoro per livello o per attività;

c)     lavoro individualizzato con alunni fuori dalla classe;

2.   le modalità di utilizzo sono concordate e poi approvate dal consiglio di classe o interclasse;

3.  nel corso dell’anno, in seguito alla valutazione periodica o alle attività di plesso organizzate, le modalità di utilizzo della contemporaneità sono opportunamente modificate.

All'inizio di ogni anno l’équipe compila la scheda di modulo secondo i criteri stabiliti.

 

5.7 ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO

Secondo le Indicazioni nazionali “la scuola secondaria di 1° grado accoglie gli studenti e le studentesse nel periodo di passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza, ne prosegue l’orientamento educativo, eleva il livello di educazione e di istruzione personale di ciascun cittadino, accresce le capacità di partecipazione e di contributo ai valori della cultura e della civiltà e costituisce  la premessa indispensabile per l’ulteriore impegno dei ragazzi nel secondo ciclo di istruzione e di formazione”.

La scuola secondaria di 1° ha i seguenti tratti educativi:

- Scuola dell’educazione integrale della persona;

- Scuola che colloca nel mondo;

- Scuola orientativa;

- Scuola dell’identità;

- Scuola della motivazione e del significato;

- Scuola della prevenzione dei disagi e del recupero degli svantaggi;

- Scuola della relazione educativa.

 

La scuola secondaria di 1° grado è organizzata nel seguente modo:

L’orario scolastico  è di 30 ore settimanali ( 27 ore obbligatorie + 3 facoltative) per 33

settimane;

Gli alunni vanno a scuola per sei mattine, dal lunedì al sabato, dalle ore 8.00 alle ore 13.00.

I genitori possono scegliere ulteriori 3 ore di attività opzionali e facoltative previste il martedì e giovedì pomeriggio dalle ore 14.00 alle 16.30;

Le attività opzionali del martedì sono finalizzate al recupero di italiano e matematica,  mentre quelle del giovedì sono attività di laboratorio di strumento musicale, di lingua inglese, di teatro.